è un sistema commerciale in cui i paesi poveri
e i lavoratori svantaggiati vengono trattati
come partner commerciali alla pari, attraverso
il riconoscimento di un giusto valore
alla mano d’opera e al pagamento di un prezzo onesto per le materie prime.
Si stabiliscono accordi diretti, senza intermediari commerciali, con i piccoli produttori che altrimenti sarebbero emarginati dalle grandi multinazionali.
Un altro elemento che contraddistingue
il commercio equo e solidale è che i bambini
non sono considerati forza lavoro!
Si esige un trattamento nel rispetto delle convenzioni
sui diritti dell’infanzia e viene così garantita loro l’istruzione.
Ai produttori vengono concessi
finanziamenti così che non corrano il rischio
di finire nelle mani degli usurai.
I consumatori sono direttamente coinvolti
in questo sistema di scambio attraverso l’informazione:
anche il prodotto del commercio equo e solidale
ha una sua tracciabilità! Chi compra è messo
nella condizione di sapere esattamente le voci
che compongono il prezzo finale e di conoscere
in che modo verranno utilizzati i soldi spesi per l’acquisto.
A tutto questo si aggiunge
la divulgazione che avviene parallelamente
alla commercializzazione dei prodotti.
Inoltre il commercio equo e solidale è attento alla terra:
il rispetto dell’ambiente è un valore aggiunto
e prezioso. Grazie a questo sistema vengono privilegiate e promosse produzioni biologiche
e l’utilizzo di materiali riciclabili.
Oltre a questo vengono organizzati
e gestiti i processi produttivi
in modo che l’impatto ambientale
sia il minore possibile.